Sono grandi e segnate le mani di Maurizio. Sono grandi, perché per tutta la vita le ha usate per impastare il pane, e il pane ha bisogno di forza e di amore. Sono segnate, perché il tempo e la vita sono passati per le mani di Maurizio e hanno scritto sulla pelle la storia che lui non ha mai messo su carta. Nasce in una famiglia numerosa, erano in 6 fra fratelli e sorelle.

Tutti hanno una talento per la vita, una ce l’ha anche per cantare. Maurizio ha talento per fare le cose e, appena può, ne fa tante: vuole rendersi indipendente prima possibile, e prova tanti mestieri, fino a quando alla fine di un’estate trascorsa a fare la stagione in un forno sulla riviera romagnola, si ritrova ad aspettare che un suo collega mantenga la promessa e lo chiami a lavorare con lui in un forno a Cervia. La chiamata non arriva, così Maurizio scopre che lui ci tiene molto, proprio molto, a mettere su il suo forno. Ci tiene al punto che quando si presenta l’occasione di fare il pane avendo già qualche cliente a cui darlo, non ci pensa due volte. Non ha soldi, non ha le spalle coperte, ma ha tanta fame di fare, di crescere e d’imparare. E una ragazza che gli sorride, e che decide di accompagnarlo nella sua avventura.

Così, insieme alla sua ragazza, Maurizio comincia a percorrere la strada che diventerà la sua vita, la sua passione, e gli porterà la sua famiglia. Arriva al forno e si aspetta chissà cosa, eppure in quel piccolo laboratorio ci sono tutti gli ingredienti necessari a dare inizio alla storia del Forno Cappelletti e Bongiovanni: Maurizio Cappelletti, Anna Bongiovanni e la loro voglia di avere un futuro e una famiglia. Insieme. Lui lavora la notte, e siccome non possono permettersi di rimanere a Dovadola tornano a Predappio tutti i pomeriggi: riposano e la sera tornano al forno. Maurizio si mette a impastare e a cuocere, Anna si corica su una brandina, in attesa di aprire la bottega e servire i clienti.

A forza di sfornare, arriva un piccolo appartamento sopra il forno, dove Anna e Maurizio accolgono due figli: Enrico e Fabio. Poco alla volta, lui non deve più portare il pane al negozio con un carretto spinto a mano: possono finalmente creare un loro laboratorio.

Il pane di Maurizio è sempre stato come Maurizio: vero, schietto, senza sovrastrutture. E’ un pane biologico fin da subito, perché Maurizio vuol conoscere i suoi fornitori e produrre pane sano, il più possibile da grani romagnoli. E’ un pane biologico prima che il biologico vada di moda, perché Maurizio cura ogni aspetto della produzione e convinto com’è che la natura debba essere rispettata e tutelata, si fa un punto d’onore d’impastare pane e filosofia, semplicità e naturalità. Il suo pane è sempre stato schietto come lui, impastato con amore, senza nulla che non sia naturale.

Pian piano, il numero dei negozi da rifornire cresce, il lavoro del forno cresce con l’arrivo di Fabio. Per Maurizio, l’arrivo dei due figli in azienda è una grandissima soddisfazione, gli brillano gli occhi quando ne parla. Incapace di stare con le mani in mano, anche quando non lavora Maurizio lavora: nell’orto, dove coltiva la verdura per la sua famiglia e per il forno, e parla con le sue piante, perché crescano meglio.

La sua filosofia di vita, la sua attenzione al consumo locale, alla coltivazione biologica, il suo rispetto per stagioni e per le tradizioni, sono alla base del lavoro del forno, hanno la stessa importanza della farina e della pasta madre.
Ogni giorno, quando percorre i pochi metri che dividono la sua casa dal laboratorio di famiglia, Maurizio rivede in quei pochi metri tutta la storia del mondo piccolo che ha creato e che gli appartiene, scritta con la forza delle sue mani e con tutto quello che ha trovato posto nel suo cuore grande.