Enrico ha sempre detto che da grande avrebbe fatto il fornaio. La mamma lo ha sempre saputo. Per arrivarci, però, Enrico ha aspettato che tutti gli ingredienti che gli servivano per condurre una vita perfetta a Dovadola, fossero perfettamente allineati.

E così, anche nella storia di Enrico ci sono tre fasi: la vita con dentro il Forno, la vita lontano dal Forno e il ritorno al Forno. La vita con dentro il Forno è quella che ha condotto da quando è nato, perché Maurizio ed Anna si sono sempre occupati del forno come di un terzo figlio. E così se Enrico e Fabio davano un certo ritmo alle giornate, dovendo essere accompagnati a scuola, e poi seguiti nei compiti e poi nel loro tempo libero, il forno era il figlio che aveva bisogno di assistenza ogni giorno a metà pomeriggio, quando la pasta madre andava rinfrescata, e poi chiedeva compagnia la sera tardi, quando Maurizio andava a lavorare di notte.

Enrico cresce con Fabio, due ragazzini piuttosto liberi in un paese piccolo, dove le case si guardano tutte l’una con l’altra e i bambini della stessa età sono una banda organizzata che scorrazza fra la piazza, il fiume, la campagna e i campetti da calcio, a volte in bici, spesso di corsa. Enrico cresce e confida alla sua mamma che il lavoro al forno fa per lui, con quei ritmi e, soprattutto, con il profondo rispetto che suo padre e sua madre gli trasmettono: amore per la natura, cura e attenzione per il territorio e gioia immensa per la vita di paese. Dopo la scuola superiore, comincia la vita di Enrico lontano dal Forno perché per 13 anni si occuperà di computer, e farà il tecnico. Non era ancora il momento giusto per costruire la sua vita, per dare una forma reale ad una situazione fin lì solo sognata.

Quando Enrico incontra la ragazza che diventerà sua moglie e comincia a metter su famiglia, il sogno di una vita del tutto simile a quella dei suoi genitori si fa di nuovo strada fra i suoi pensieri, e in poche mosse diventa realtà: finalmente, il quadro è completo, c’è addirittura il suo primo figlio.

Enrico lascia il lavoro ed entra al forno, in un momento ideale: suo fratello Fabio è rientrato da due anni e c’è bisogno di forze nuove, di idee e capacità che Enrico ha affinato negli anni in cui è stato lontano. E mentre lui si inserisce nella vita del forno, arrivano altri due bambini.

La vita di Enrico, adesso, lo soddisfa. Gli piace moltissimo quello che fa: creare qualcosa di vivo, attraverso le sue mani. Dare forma al pane, cuocerlo, sfornarlo, prestare attenzione ad ogni fase, e metterci del suo, contribuendo alla gestione del magazzino, agli ordini, alle decisioni strategiche della sua famiglia e della famiglia allargata, quella che comprende chi lavora al forno.

Gli piace l’armonia che si respira in laboratorio, l’aria di collaborazione e di fiducia che unisce tutti e che tutti respirano. E’ felice di avere spazio per le cose che contano: tutto il tempo che occorre per il forno e tutto il tempo che occorre per crescere i suoi figli, insieme a sua moglie, coi quali riesce a passare tanti momenti della giornata. A Enrico interessano tutte le tematiche collegate alla natura, allo sviluppo e alla crescita sostenibile. La sua gioia è nella sua famiglia, e nella possibilità di vivere in un clima sereno in cui affetto e umanità sono concrete, tangibili e vissute.