Scopriamo insieme una delle caratteristiche principali del grano antico.

Ho letto molto, ho imparato tanto da libri e da persone che sono diventati oggi punti di riferimento in Italia della ricerca e sperimentazione di grani “antichi”. Oltre alla teoria scoperta attraverso i loro libri ho avuto la fortuna di conoscere direttamente Salvatore Ceccarelli, Giovanni Dinelli, Stefano Benedettelli, Stefano Tellarini e altri ricercatori;

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li ringrazio tutti per la loro volontà di condividere le informazioni e le conoscenze che derivano dai loro studi e ricerche. Ora, con alcuni di loro collaboro allo sviluppo di progetti di ricerca come trasformatore e agricoltore. In questo momento sono impegnato assieme ad altri operatori e enti alla fase 2 del progetto Bioadapt (http://www.bioadapt.eu/)

Tutto quello che ho scoperto, nel tempo, ha un sapore completamente diverso da quando vivo sulla mia pelle coi piedi e le mani nella terra la mia esperienza agricola. Dopo aver trovato i terreni ho deciso di prepararli alla semina senza ricorrere al più scontato e classico dei metodi, L’ARATURA. Così ho fatto solamente un paio di passaggi con i dischi “frangizolle”, restando più in superficie possibile (affondando solo 10-15cm) e rompendo l’impianto di erba medica che era da 3 anni su quel campo. Gli amici agricoltori del paese mi hanno dato dell’incosciente

e mi hanno prospettato un raccolto disastroso, pari a zero e alcuni mi hanno detto: “raccoglierai solo delle erbacce!”. Io sono testardo e quando sono convinto di qualcosa e prendo una decisione è molto difficile che si riesca a scoraggiarmi; così sono rimasto fiducioso fino a quando, ad un certo punto, fra il grano che era spuntato nel campo (alto circa 15-20cm) sono apparse diverse “bollate” di erba medica e di senape selvatica. Mi sono preoccupato un po’ e ho pensato che, forse, gli amici avevano ragione. Mi è sul serio venuto il dubbio.

Dalle mie letture e dalla mia formazione continua ho imparato che se abbiniamo alla conoscenza teorica l’esperienza sul campo tutto ciò che incontriamo e approfondiamo acquista un valore e un significato esperienziale diverso e superiore.

Quando si parla di grano, le dimensioni contano!

La teoria diventa magicamente realtà

Poi, però, è accaduto esattamente quello nei workshop e nelle mie letture mi era stato raccontato: è accaduta la magia dei grani antichi! Questi grani hanno come caratteristica principale la taglia alta, perciò crescendo in altezza superano le erbe “spontanee” (chiamate oggi in agricoltura convenzionale infestanti) soffocandole, bloccando e limitando il loro sviluppo e la loro crescita.

Dopo qualche settimana ammiravo lo spettacolo del mio magnifico campo di grano! Gli amici non hanno avuto più nulla da ridire, sono riuscito ad avere un buon raccolto senza arare, senza concimare, senza spargere erbicidi e nessun tipo di impiastro chimico. Ho visto succedere tutto questo sotto i miei occhi, le emozioni sono passate sotto la mia pelle.

Racconto tutto questo perché in questi giorni sono stato a vedere alcuni campi di grano di altre aziende agricole di amici con cui collaboriamo per avere farine locali di grani antichi. In particolare, mi è rimasta impressa la visita a Michele Rosetti che ha seminato in un campo di circa 2 ettari il miscuglio Bioadapt. Il campo è bellissimo, ma la cosa che mi ha colpito più di tutto è che a qualche centinaio di metri di distanza c’è il campo di grano del vicino: l’enorme differenza fra un grano “antico” e un grano moderno è un colpo d’occhio. Il grano del campo di Michele è alto quasi quanto me, il grano del campo del vicino mi arriva a fatica al ginocchio.

Il grano a taglia alta si alletta più facilmente

Ecco perchè il grano viene nanizzato

Durante un periodo chiamato “rivoluzione verde” vengono fatte diverse modifiche in laboratorio alle sementi dei cereali, una di queste modifiche chiamata processo di nanizzazione ha lo scopo di abbassare la taglia dei cereali per risolvere alcuni “problemi” uno fra questi è l’allettamento. Il grano a taglia alta essendo così alto, a causa di forti venti o piogge, potrebbe stendersi a terra più facilmente e compromettere una parte del raccolto.

Per questo e altri motivi si pensa di modificare le sementi in modo da produrre grani a taglia molto più bassa per evitare gli eventuali problemi di allettamento. Queste modifiche però rendono il grano molto più attaccabile dalle cosiddette erbe infestanti che ricevendo più luce riescono a crescere bene anche fra il grano. Per risolvere questo problema viene così coinvolta l’industria chimica con i prodotti diserbanti con le conseguenze che oggi ormai tutti conosciamo.

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